sabato 12 dicembre 2020

Meno task-force, più efficienza e responsabilità nella p.a.

Sta diventando prassi, in tempo di Covid, sostituire, o trasmettere in maniera mal celata la tentazione di volerlo fare, ai classici apparati burocratici le cosiddette "task-force".
Questo avrebbe senso in una fase emergenziale, qualora la centralizzazione delle scelte puntasse al riequilibrio delle disparità tra i diversi territori.
Siamo in pandemia da 9 mesi ormai e questo riequilibrio non solo non si è visto, ma se possibile, le disparità sono aumentate.
Poteri sostitutivi e passaggio sulle teste dei territori non hanno alcun senso invece nella fase della programmazione e degli investimenti post-emergenza.
Le transizioni vanno accompagnate e ciò di cui i territori hanno bisogno, soprattutto i territori più fragili in termini di infrastrutture e di reti sociali ed economiche, non possono deciderlo in maniera esclusiva i membri di una task-force che non risponderà politicamente delle proprie scelte.
Occorre far compiere alla PA uno scatto in avanti verso l'efficienza e l'innovazione affinché sia pronta ad affrontare le sfide che ci si porranno davanti nel prossimo futuro.
Perché se è vero, come tutti ci auguriamo, che questa pandemia presto o tardi sarà debellata, è altrettanto vero che altre minacce ed altre sfide ci attendono e non possiamo far finta che non esistano: le tensioni di una società estremamente cambiata dalla pandemia, la crisi climatica che incombe, la configurazione delle città e degli spazi, le rapide rivoluzioni tecnologiche che quotidianamente stanno cambiando le nostre vite, dal lavoro alla formazione, alla relazione con gli altri.
Queste cose non possono non incidere sulla gestione della cosa pubblica ed occorre prenderne immediatamente atto.
L'opportunità per farlo è rappresentata da Next Generation EU, i fondi europei per la ripartenza post-covid. Strumenti finanziari che presuppongono elevate capacità gestionali, dalla programmazione all'attuazione.
Quest'ultima, in larga parte, come avviene per la programmazione comunitaria, sarà affidata a Regioni e Città Metropolitane. Sarà quindi fondamentale che le governance di questi enti si dimostrino all'altezza delle sfide, al fine di rendere snelle e scorrevoli le procedure, rapida ed efficace l'attuazione degli interventi così da produrre l'effetto moltiplicatore sperato sui territori.
Una PA e, più in generale, una governance più "smart", che adotti modelli di governo improntati a dare centralità ai beni relazionali sviluppando opportunità per favorire la partecipazione civica nella creazione di valore pubblico, ed operando con modalità totalmente trasparenti.
 

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